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Domenica, 05 Febbraio 2017 19:55

Tecnologia e prestazioni velocistiche

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Raffronto che ben evidenzia il progresso tecnologico vissuto dalla Formula 1: a sinistra, lo scarno abitacolo dell'Alfa Romeo 159 dei primi anni cinquanta, con un semplice volante a tre razze e un cruscotto recante pochi altri strumenti analogici; a destra, il complesso volante della Lotus E20 del 2012, che ormai integra il quadro strumenti e permette tutti i vari settaggi della monoposto. Raffronto che ben evidenzia il progresso tecnologico vissuto dalla Formula 1: a sinistra, lo scarno abitacolo dell'Alfa Romeo 159 dei primi anni cinquanta, con un semplice volante a tre razze e un cruscotto recante pochi altri strumenti analogici; a destra, il complesso volante della Lotus E20 del 2012, che ormai integra il quadro strumenti e permette tutti i vari settaggi della monoposto. Wikipedia

Tecnologia e prestazioni velocistiche

L'attuale volto delle vetture di Formula 1 dipende da una lunga evoluzione tecnica, dove i singoli particolari delle macchine sono stati via via affinati ed alcune auto hanno fatto epoca, rivoluzionando la conoscenza acquisite fino a quel momento e venendo poi copiate da tutte le altre.

Altre innovazioni sono state suggerite o determinate dalla numerosissime modifiche che sono state apportate al regolamento tecnico il quale, oltre a regolare le varie misure o parametri da rispettare, si è occupato in modo sempre più crescente del problema sicurezza.

Le vetture moderne di Formula 1 sono monoposto a motore posteriore centrale, la scocca (estremamente leggera e resistente) è costruita in compositi di fibra di carbonio; la macchina con acqua, olio e pilota a bordo ha un peso minimo regolamentare di 640 kg, per ottenere il quale si fa ampio uso di zavorre, che se ben collocate, permettono di ottimizzare il bilanciamento della vettura.

Dal 2006 i motori sono aspirati V8 con capacità di 2,4 litri limitati a 19 000 rpm (ridotti a 18 000 nel 2009), con molte limitazioni nel loro progetto sotto forma di quote caratteristiche imposte e nei materiali usati per la fabbricazione.

L'ultima generazione di motori per la stagione 2006 raggiungeva circa 20 000 giri al minuto per 800 cavalli di potenza. Durante il periodo di utilizzo dei motori omologati sono state concesse modifiche in determinate aree, con ulteriori variazioni concesse dalla FIA in alcuni casi particolari; tale soluzione ha avuto l'obiettivo di livellare ancor più le prestazioni delle vetture, obiettivo primario di quella che è possibile definire "era dei costruttori".

Ogni squadra ha a disposizione 8 motori per tutta la stagione e da più di un decennio viene utilizzata benzina verde, di composizione assai simile a quella in commercio anche se prodotta e dosata con metodi e precisione molto differenti. In precedenza venivano utilizzate miscele piuttosto pericolose, dapprima a base di metanolo e in seguito da benzene e toluene. L'olio che lubrifica e protegge il motore dalle rotture è molto simile in viscosità all'acqua.

Contrariamente a quanto credono i “profani”, le elevate prestazioni velocistiche delle auto di Formula 1 non dipendono esclusivamente dalla velocità di punta, bensì dalla velocità di percorrenza in curva, dalla frenata e dall'accelerazione. La più alta velocità massima mai registrata durante un Gran Premio è stata quella di 369,9 km/h toccata nel 2004 da Antonio Pizzonia con la Williams-BMW a Monza, circuito dove l'abbondanza di rettilinei consente di viaggiare con gli alettoni quasi scarichi.
La velocità massima che queste vetture possono raggiungere è potenzialmente superiore ai 400 km/h, velocità che però non è mai stata raggiunta in configurazione da gara a causa della resistenza all'aria generata dalle appendici aerodinamiche, ma è stata raggiunta solo dalla BAR-Honda del 2004 priva di appendici aerodinamiche sul lago salato di Salt Lake City. Infatti l'elevata velocità in curva di una macchina di Formula 1 è determinata principalmente dalle forze aerodinamiche che spingono la vettura verso il basso aumentando così la tenuta delle gomme e l'aderenza al suolo. In pratica le auto sono leggerissime, ma gli alettoni conferiscono ad esse un peso aggiuntivo che cresce con l'aumentare della velocità senza aumentare la massa ovvero l'inerzia, sfruttando il principio opposto a quello che fa volare gli aerei, “schiacciando” l'automobile al suolo.
 
  • La Tyrrell P34
    La Tyrrell P34

    L'innovazione più radicale del 1976 venne dalla Tyrrell P34 equipaggiata con 6 ruote. La P34 era una buona macchina, spesso terminava le gare terza o quarta e vincendo inoltre il Gran Premio di Svezia, ma non era superiore alle migliori vetture a 4 ruote.

  • Brabham BT46B
    Brabham BT46B

    1978 ... Nel Gran Premio di Svezia, l'introduzione nel retro della vettura di una grande ventola. L'idea era semplice: se la Lotus per aumentare l'aderenza aveva prodotto una depressione sotto la vettura con un tubo di Venturi creato dalle bandelle laterali (le famose "minigonne"), la Brabham con la ventola otteneva un effetto ancora maggiore aspirando l'aria sotto la vettura. Video in basso

  • Cambio al volante
    Cambio al volante

    La Ferrari 640 F1 presentava importanti innovazioni tecniche rispetto alle vetture che l'avevano preceduta. Totalmente nuovo fu inoltre nel mondo della Formula 1 il cambio semi-automatico a 7 marce, che mirava ad assicurare alla rossa molti vantaggi.

  • Ali Flessibili
    Ali Flessibili

    Il Segreto della RedBull nel 2011 ... assetto "Picchiato" dei jet militari

  • DRS
    DRS

    Drag Reduction System ... È un flap regolabile posto sull'ala posteriore che se aperto consente di ridurre la deportanza, aumentando significativamente la velocità e, di conseguenza, le possibilità di sorpasso sull'auto che precede. Quando è chiuso garantisce una maggiore aderenza, utile nelle curve medio-lente.

     

 
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Storia Evoluzione Tecnica: Brabham BT46B, Fabiano Vandone FormulaPassion.it
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